Prof. Vincenzo Masini
“Non ho risposto al cellulare perché stavo facendo una riunione in una scuola di Grosseto insieme a R.G. ed ero appena rientrato dalla telefonata che mi aveva comunicato l'esito della tac.
Non potevo rispondere ed allora ho mandato n sms mentre gli altri docenti intorno al tavolo discutevano.
Ti do tutte queste spiegazioni non inutili perché spesso le persone prendono il mio non rispondere al telefono come una reazione al fastidio delle telefonate. E prendono questo atteggiamento come un rifiuto personalizzato. Non è vero. Diciamo, per capirci, qual'é il mio rapporto con il telefono.
1. Ricevo molte telefonate ogni giorno e tengo al primo posto quelle dei miei clienti sia per il loro bisogno che per il fatto che sono il mio unico vero reddito (non ho né stipendio né pensione). In genere ricevo mediamente una decina di telefonate (alcune brevi, altre mediamente di 20 minuti; (con i clienti sto al telefono circa due ore al giorno). C'è poi mia madre e cinque figli che, per fortuna non mi chiamano tutti i giorni ma mediamente mi prendono almeno un'oretta al giorno tra tutto. Ci sono poi le questioni di lavoro e di prepos che rappresentano da 5 a 10 telefonate al giorno di almeno 5 minuti. E con ciò occupo un'altra ora.
In tutto sto al telefono circa 3 ore al giorno (il timer del mio cellulare dice che nell'ultimo mese ho ricevuto 64 ore di chiamate e ne ho effettuato per 60 ore, in tutto 120 oreche equivalgono a tre ore al giorno). Il mio tempo di vita quotidiano comporta circa 8 ore di lavoro tra mattino e pomeriggio organizzate in sedute o in riunioni e cioè tutte occasioni in cui non posso rispondere al cellulare. Le migliori occasioni per usare il telefono sono quindi gli spostamenti in auto.
2. In questo periodo ho comunque diminuito le frequenze di risposte telefoniche in generale, sia perché avevo bisogno (ed ho bisogno di stare concentrato su me stesso) sia perché
a tutte le telefonate mi toccava dare informazioni doverose sulla mia salute e, come è successo 3 giorni fa con una mia cugina che si è messa a piangere dopo aver
saputo del mio carcinoma alla vescica, consolarla e tirarla su di morale dicendo di non preoccuparsi, che me la caverò che non deve piangere, che le sua lacrime
testimoniano il suo affetto per me, ecc. e, dopo la telefonata, ho scagliato il telefono nel prato davanti a casa... per fortuna non si è rotto... Mi sembra importante trasmettere ai counselor quelli che possono essere autentici strumenti di difesa della propria vita psichica e sociale
consentendo alle persone di comprendere come l'eccesso di comunicazioni determini una preoccupante caduta di relazioni. E ciò a causa del fraintendimento da parte di chi, dotato di poca consapevolezza, è abituato a considerale identiche in ragione del suo asservimento mentale alla tv ed ai mass media.
a tutte le telefonate mi toccava dare informazioni doverose sulla mia salute e, come è successo 3 giorni fa con una mia cugina che si è messa a piangere dopo aver
saputo del mio carcinoma alla vescica, consolarla e tirarla su di morale dicendo di non preoccuparsi, che me la caverò che non deve piangere, che le sua lacrime
testimoniano il suo affetto per me, ecc. e, dopo la telefonata, ho scagliato il telefono nel prato davanti a casa... per fortuna non si è rotto... Mi sembra importante trasmettere ai counselor quelli che possono essere autentici strumenti di difesa della propria vita psichica e sociale
consentendo alle persone di comprendere come l'eccesso di comunicazioni determini una preoccupante caduta di relazioni. E ciò a causa del fraintendimento da parte di chi, dotato di poca consapevolezza, è abituato a considerale identiche in ragione del suo asservimento mentale alla tv ed ai mass media.
3. Le relazioni sono innanzitutto processi spirituali di presenza e di vicinanza indubitabile all'altro. Certezze affettive si situano nel mondo della vita
senza bisogno di conferme, né di comunicazioni, né di simboli o ritualismi. Come del resto tutto ciò che è vero nel mondo dello spirito.
Ieri ho saputo che un mio cliente, che avrei dovuto vedere alla sera a Porto Ercole, era morto. Avevo conosciuto Maurizio 15 giorni fa, condotto a casa sua da un mio vecchio paziente,
perché Maurizio aveva un carcinoma esteso ai polmoni e non voleva parlare con nessuno, figuriamoci con uno psicologo! Io avevo fatto la chemio al mattino con la gemcitabina e, dopo pochi minuti, vista la sua rigidità ho tirato fuori dalla cartella la prescrizione per il day ospital del reparto di oncologia: "Legga qui!".
"Ma allora anche lei...". " Si, solo che lei è più avanti ma prima o poi la raggiungo!". Concludo io. Risata... E aggiungo: "La provvidenza le manda uno psicoterapeuta malato di cancro come lei, può forse rifiutarmi?" "No...”. E abbiamo parlato della sua vita e del suo amore ritrovato dopo 25 anni. Un amore perso da quando era ragazzo e, poco dopo, Ornella, l'amore ritrovato, bussa alla porta. "Lei non può mollare ora... prima si deve sposare Ornella...”. dico io...
"Ne avevamo parlato con il parroco di Magliano per vedere se...”. dice Ornella
"Magliano?... per voi come minimo Parigi!!!" e ridono come bambini.
Ieri chiamo Ornella: "Maurizio non mi risponde..."
"Non può rispondere, è morto due giorni dopo che lei è venuto a casa. E' morto contento, grazie.. Vorrei parlare, quando posso venire da lei?".
"Venga l'8 gennaio. Sa, non è vero, sento che Maurizio mi ha risposto..."
Ed è proprio così perché mentre al telefono mi venivano dette le notizie positive sulla mia tac vedevo la faccia di Maurizio che rideva ed era come se quelle buone notizie
me le stesse dando lui. Ed ascoltavo gioendo: "Regressione dimensionale della nota lesione etpasica vescicale sia nello spessore… sia nell'estensione… ".
In altre parole: la chemio sta facendo regredire il carcinoma, per ora non mi asportano la vescica, faccio altri tre cicli, sarà dura fino a marzo ma sono fiducioso che ce la farò.
E sullo sfondo il volto di Maurizio che ride... Questo è il senso della relazione, ben diverso dalla comunicazione.
Maurizio non c’è più ma prega perché io ci sia.
Dunque ti rispondo così, cara Carmela, così che tu possa anche testimoniare il senso della relazione tra persone, il significato della consapevolezza ma anche dell'impegno.
Vorrei che comunicassi alle persone di Prepos ed a quelle con cui siamo in relazione i contenuti di questa mail che affido al tuo blog per riferire sia i miei tempi telefonici, sia
le mie difese, sia le notizie sulla mia salute, sia il saluto a Maurizio.
Ciao
Enzo “
senza bisogno di conferme, né di comunicazioni, né di simboli o ritualismi. Come del resto tutto ciò che è vero nel mondo dello spirito.
Ieri ho saputo che un mio cliente, che avrei dovuto vedere alla sera a Porto Ercole, era morto. Avevo conosciuto Maurizio 15 giorni fa, condotto a casa sua da un mio vecchio paziente,
perché Maurizio aveva un carcinoma esteso ai polmoni e non voleva parlare con nessuno, figuriamoci con uno psicologo! Io avevo fatto la chemio al mattino con la gemcitabina e, dopo pochi minuti, vista la sua rigidità ho tirato fuori dalla cartella la prescrizione per il day ospital del reparto di oncologia: "Legga qui!".
"Ma allora anche lei...". " Si, solo che lei è più avanti ma prima o poi la raggiungo!". Concludo io. Risata... E aggiungo: "La provvidenza le manda uno psicoterapeuta malato di cancro come lei, può forse rifiutarmi?" "No...”. E abbiamo parlato della sua vita e del suo amore ritrovato dopo 25 anni. Un amore perso da quando era ragazzo e, poco dopo, Ornella, l'amore ritrovato, bussa alla porta. "Lei non può mollare ora... prima si deve sposare Ornella...”. dico io...
"Ne avevamo parlato con il parroco di Magliano per vedere se...”. dice Ornella
"Magliano?... per voi come minimo Parigi!!!" e ridono come bambini.
Ieri chiamo Ornella: "Maurizio non mi risponde..."
"Non può rispondere, è morto due giorni dopo che lei è venuto a casa. E' morto contento, grazie.. Vorrei parlare, quando posso venire da lei?".
"Venga l'8 gennaio. Sa, non è vero, sento che Maurizio mi ha risposto..."
Ed è proprio così perché mentre al telefono mi venivano dette le notizie positive sulla mia tac vedevo la faccia di Maurizio che rideva ed era come se quelle buone notizie
me le stesse dando lui. Ed ascoltavo gioendo: "Regressione dimensionale della nota lesione etpasica vescicale sia nello spessore… sia nell'estensione… ".
In altre parole: la chemio sta facendo regredire il carcinoma, per ora non mi asportano la vescica, faccio altri tre cicli, sarà dura fino a marzo ma sono fiducioso che ce la farò.
E sullo sfondo il volto di Maurizio che ride... Questo è il senso della relazione, ben diverso dalla comunicazione.
Maurizio non c’è più ma prega perché io ci sia.
Dunque ti rispondo così, cara Carmela, così che tu possa anche testimoniare il senso della relazione tra persone, il significato della consapevolezza ma anche dell'impegno.
Vorrei che comunicassi alle persone di Prepos ed a quelle con cui siamo in relazione i contenuti di questa mail che affido al tuo blog per riferire sia i miei tempi telefonici, sia
le mie difese, sia le notizie sulla mia salute, sia il saluto a Maurizio.
Ciao
Enzo “

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