venerdì 31 agosto 2012

Guarigione di un paralitico

 
Carmela Mantegna
Counselor Trainer Prepos

   
Le Parabole di Don Peppino

 1 Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
3Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
(Mc 2,1-5)


Don Peppino qualche giorno fa era andato a portare la comunione a Nuccio, allettato da due mesi a casa per una serie di problemi di salute piuttosto complicati. 

Appena arrivato, Teresa la moglie comincia a raccontargli che il giorno prima avevano dovuto portare Nuccio d’urgenza in ospedale per una. trasfusione e che aveva dovuto chiamare l’autombulanza..  Hanno dovuto trasportarlo per cinque piani a piedi su una barella a cucchiaio quattro uomini della Croce Verde, spiegava Teresa al prete, perché Nuccio ancora non può stare seduto nemmeno su una sedia a rotelle
-          Sono stati veramente bravi e molto attenti quei quattro  uomini ! - aggiunge Sarina, la nipote. Senza nemmeno dare il tempo al buon prete di dire qualcosa, interviene con un’aria quasi di superiorità la figlia di Nuccio, le mani strette piamente al petto :” Veramente, ho pregato e invocato io la Madonna del Rosario perché mio padre non soffrisse, mentre lo trasportavano per le scale!-
Don Peppino, dopo aver assorbito quella conversazione tutta femminile, fissando negli occhi la figlia di Nuccio, con aria molto seria e tranquilla, le rivolge il suo sermoncino breve, ma chiaro:
Figliola mia, prima che le tue preghiere potessero salire in alto, c’era proprio bisogno che quei quattro uomini scendessero  giù tuo padre !-

Il silenzio, che seguì  dopo quelle parole, permise al buon prete di dare ogni conforto spirituale al malato, che guardava con profonda dolcezza le mani del sacerdote, mentre lo benedivano e spezzavano per lui un pezzetto di ostia consacrata.




 

Guarigione del paralitico di Cafarnao, Ravenna, Sant’Apollinare Nuovo


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