Gino il Castorino
Counselor Trainer
Scuola di Counseling Relazionale
Prevenire è Possibile
http://www.prepos.it/
In una Scuola di Counseling, dopo la definizione teorica di questo termine, fu raccontata la storia di Gino il Castoro, un racconto che pone la questione dell’aiuto agli altri…
“ Il Counseling è una relazione d’aiuto che muove dall’analisi dei problemi dei clienti, si propone di costruire una nuova visione di tali problemi e di attuare un piano di azione per realizzare le finalità desiderate dal cliente(prendere decisioni, migliorare relazioni, sviluppare la consapevolezza, gestire emozioni e sentimenti, superare conflitti)”.

GINO IL CASTORO
Gino, un castoro, è pieno di buona volontà per aiutare gli altri. Ma, stranamente, sembra che faccia più bene che male ! Cosa incomprensibile per lui ! fino al giorno in cui scopre che aiutare gli altri significa, innanzitutto, ascoltarli…
Gino il castoro si annoiava. Non aveva amici con cui divertirsi e non sapeva più cosa fare. Allora, decise di aiutare gli altri. Andò dalle api e decise di aiutarle a fare il miele.
Le osservò e poi si mise all’opera. Erano necessari dei fiori e si mise a raccoglierli : fiori blu, gialli, rossi…tutti profumati…
-« Ma che fai, Gino ? » gli chiese una delle api.
-« Vi aiuto a fabbricare il vostro miele e ho raccolto per voi dei fiori » .
-« Oh, Gino, fermati, non serve a niente, guarda ! I fiori sono già appassiti, e noi, per il nostro miele sciegliamo solo fiori belli e freschi. Ci dispiace molto, ma il tuo lavoro non ci aiuta … al contrario, ci toglie da mangiare ! ».
-« Bene, d’accordo, mi fermo, poiché tu mi dici che non serve a niente ».
-«E’ così, addio ! » disse l’ape.
E Gino riprese il suo cammino alla ricerca di qualcuno da aiutare.
Incontrò un uccello che stava costruendo il suo nido ed aveva bisogno di rami.
Gino andò nella foresta e tagliò tanti di quei rami che rimaneva solo quello dove l’uccello aveva cominciato a costruire il suo nido ! L’uccello si arrabbiò con Gino : « Ma che cosa hai fatto ? Non c’è più niente intorno al mio nido, hai distrutto tutto! Devo ricominciare tutto daccapo! Vado via, ma non farti mai più vedere sul mio cammino ! ».
Imbarazzato e confuso, Gino se ne andò, non osando più guardare verso il cielo per paura di vedere l’uccello. Giunse presso uno stagno dove si era fermato un intero gruppo di fenicotteri.
Erano molto belli, Gino ebbe veramente voglia di aiutarli.
Che facevano questi uccelli ? Sembrava pescassero ! Era l’occasione buona ! Gino, il castoro era un campione della pesca. Sicuramente i fenicotteri avrebbero apprezzato il suo aiuto.
E Gino si mise al lavoro. Si tuffò nello stagno e pescò una moltitudine di pesci : piccoli, grandi, grossi, magri, a pois, a strisce. di ogni specie…Solo che con tutti i movimenti che aveva fatto per pescare, aveva creato dei gorghi.
Lo stagno era ora tutto grigio e pieno di fango. Senza parlare del rumore che aveva fatto … facendo scappare gli uccelli.
Tutti i fenicotteri erano ora volati verso altri lidi, certamente più tranquilli e riposanti ! Allora, Gino si sentì infastidito . -« Gli ingrati ! Io che avevo lavorato tanto per loro, è proprio una ingiustizia ! E’ finita ! peggio per loro, mai più aiuterò gli altri … ».
« Gino, che dici ? » chiese Lucietta, l’anatra che nuotava nell’angolo dello stagno, « il tuo lavoro, non è un aiuto ! »
« Che cosa ?! Il mio lavoro, non è un aiuto ? Ma che stai raccontando ? »
« Aiutare, è innanzitutto ascoltare con attenzione gli altri, poi, rispondere a una richiesta di aiuto. Ora, tu hai fatto ciò che sembrava buono dal tuo punto di vista, ma è completamente diverso ! » disse l’anatra, « Ma è per far loro piacere ! » rispose Gino scontroso . « Ebbene, hai notato, del piacere da parte loro? » chiese Lucietta.
-« No ! questo è vero, devo ammetterlo, comunque, loro avrebbero dovuto essere riconoscenti ! » si intestardì Gino .
« Gino, se tu vuoi aiutare veramente gli altri, non devi comportarti come hai fatto fino ad ora.
Non devi forzare le cose. Ascolta semplicemente l’altro con il tuo cuore e proponi.
Allora, se l’altro dice di sì, tu potrai veramente aiutarlo. Hai capito ? » .
« Sì, credo di sì, finalmente, vedremo ! » brontolò Gino e riprese la sua strada.
Cammin facendo, incontrò una famiglia di conigli in viaggio.
« Buongiorno, che cosa fate ? », chiese Gino . « Dobbiamo costruire un rifugio per la notte, ma la terra è molto dura e abbiamo difficoltà a scavare », disse il papà coniglio.
«Volete che vi aiuti ? » propose Gino.
« Sì, perché no, ci piacerebbe un rifugio proprio qui, non troppo grande, perché possiamo rimanere uno vicino all’altro ».
« Benissimo, ho capito », disse Gino. E si mise al lavoro accanto ai conigli. Ben presto il buco fu terminato.
« Oh grazie Gino, senza di te, non ce l’avremmo mai fatta e saremmo stati costretti a dormire fuori, con il rischio di essere assaliti dalle volpi. Sei stato davvero tanto gentile ad aiutarci! »
Gocciolina, una delle più piccole della famiglia dei conigli, si avvicinò a Gino e gli diede un grosso bacio.
Gino si sentì allora tanto felice e andò via con il cuore in festa, pronto a dare ormai aiuto a chiunque avrebbe desiderato chiederglielo.
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